Due hotel.
Il primo ha quattro stelle, camere più grandi, una bella hall e qualche servizio in più.
Il secondo ha tre stelle, è più semplice, ma si trova a dieci minuti a piedi dal centro storico.
Qual è il migliore?
Se dobbiamo trascorrerci un weekend senza un programma preciso, la risposta può dipendere soprattutto dal comfort che cerchiamo.
Se invece dobbiamo costruire un viaggio di gruppo, la domanda cambia.
Perché un hotel non viene utilizzato soltanto durante le ore in cui dormiamo.
La sua posizione influenza ogni giornata dell’itinerario.
Ed è per questo che, in alcuni casi, una stella in meno può valere molto meno di venti minuti in meno di trasferimento.
Le stelle dicono molto. Ma non dicono tutto
Le classificazioni alberghiere servono e hanno una funzione precisa.
Nel sistema Hotelstars Union, utilizzato in numerosi Paesi europei, gli alberghi vengono valutati attraverso 239 criteri che riguardano camere, servizi, reception, ristorazione, strutture per eventi, attività ricreative e gestione della qualità.
Salendo di categoria aumentano normalmente servizi, dotazioni e livello di comfort: reception più estesa, minibar, servizio in camera, concierge, scelta dei cuscini, spazi e dotazioni aggiuntive.
Sono informazioni utili.
Ma rispondono soprattutto a una domanda:
“Che cosa offre questo hotel?”
Quando costruiamo un itinerario dobbiamo farcene anche un’altra:
“Che cosa comporta soggiornare proprio qui?”
Sono due domande diverse.

Un hotel non occupa soltanto una notte
Immaginiamo un hotel che richieda venti minuti in più per raggiungere il centro rispetto a un’altra struttura.
Venti minuti sembrano pochi.
Ma bisogna moltiplicarli.
Venti minuti al mattino.
Venti minuti per tornare.
Magari di nuovo la sera.
Per quattro o cinque giorni.
A quel punto la posizione dell’hotel non è più un dettaglio della prenotazione.
È diventata una voce dell’itinerario.
Quel tempo deve essere preso da qualche parte.
Da una partenza più mattutina.
Dal tempo libero.
Da una visita.
Da una pausa.
Oppure semplicemente dall’energia del gruppo.
È uno dei motivi per cui confrontare due alberghi soltanto sulla tariffa e sul numero di stelle può essere fuorviante.
Il costo vero dell’hotel non è soltanto quello che appare sul preventivo.
C’è anche il tempo necessario per usarlo.
Con un gruppo, ogni piccolo attrito diventa più grande
Una coppia può uscire dall’hotel, chiamare un taxi e cambiare programma in pochi minuti.
Trenta persone no.
Un gruppo deve ritrovarsi.
Aspettare chi manca.
Salire sul pullman.
Scendere.
Ricompattarsi.
Raggiungere il punto della visita.
E ripetere tutto più tardi.
Quindi cinque minuti di distanza non significano necessariamente cinque minuti di organizzazione.
Più il gruppo è grande, più acquistano importanza dettagli che nel viaggio individuale quasi non esistono.
È uno dei temi che ritorna continuamente quando si progettano itinerari di gruppo:
la distanza geografica e il tempo operativo non sono la stessa cosa.
La posizione cambia anche ciò che succede dopo il programma
C’è poi un vantaggio meno evidente.
Supponiamo che una visita termini alle 18:00.
Se l’hotel si trova in una zona centrale o ben collegata, una persona può rientrare, cambiarsi e poi uscire nuovamente.
Può fare una passeggiata.
Bere qualcosa.
Cercare un ristorante.
Tornare in una piazza vista durante la giornata.
Oppure semplicemente decidere di rientrare quando vuole.
Se l’hotel è molto periferico, quella stessa ora libera può funzionare in modo completamente diverso.
Una volta rientrati, uscire nuovamente può richiedere un altro trasferimento.
Il risultato è che la città viene vissuta quasi esclusivamente durante il programma ufficiale.
Questa differenza non compare nella descrizione della camera.
Ma può cambiare molto la percezione del viaggio.
Una ricerca pubblicata su Annals of Tourism Research, basata sul tracciamento GPS degli spostamenti di 557 turisti a Hong Kong, ha mostrato proprio che la posizione dell’hotel influenza in modo significativo i movimenti dei visitatori e che una parte importante del loro tempo viene trascorsa nelle immediate vicinanze della struttura.
In altre parole:
dove dormiamo influenza anche dove finiamo per vivere la città.
Ma “centrale” non significa automaticamente “migliore”
Qui bisogna evitare l’errore opposto.
Un buon hotel per un gruppo non deve necessariamente essere nel punto più centrale possibile.
Un albergo può trovarsi nel cuore del centro storico e avere problemi molto concreti:
- strade troppo strette per un autobus;
- impossibilità di fermarsi davanti all’ingresso;
- zone pedonali o con accesso regolamentato;
- distanza significativa tra il punto di discesa e la reception;
- difficoltà nella gestione dei bagagli;
- traffico che rende imprevedibili entrate e uscite.
Un hotel leggermente più esterno, ma posizionato bene rispetto alle direttrici del viaggio, può funzionare molto meglio.
La vera domanda, quindi, non è:
“Quanto è vicino al centro?”
È:
“Quanto è vicino a ciò che dobbiamo fare, e quanto è semplice raggiungerlo?”
Questa è una definizione molto più utile di posizione.
Anche il pullman deve poter arrivare
Quando si sceglie un hotel per un viaggio organizzato c’è un cliente invisibile che va considerato:
l’autobus.
Non deve dormire in camera, naturalmente.
Ma deve poter portare il gruppo abbastanza vicino all’albergo.
Questo cambia alcune scelte.
Un indirizzo apparentemente perfetto sulla mappa può essere molto meno interessante se ogni mattina trenta persone devono trascinare le valigie per diverse centinaia di metri o se il mezzo deve impiegare molto tempo per raggiungere un punto autorizzato di carico e scarico.
Viceversa, un hotel che permette una salita semplice e rapida può ridurre attriti durante tutto il soggiorno.
Sono minuti che il cliente difficilmente registra singolarmente.
Ma che sente alla fine della giornata.
È quello che nel nostro framework chiameremmo lavoro invisibile dell’itinerario.

La stella in più si usa soprattutto di notte. La posizione tutto il giorno.
Naturalmente questa frase è una semplificazione.
Una categoria superiore può offrire una colazione migliore, camere più confortevoli, maggiore assistenza e servizi che migliorano concretamente il soggiorno.
Non avrebbe senso sostenere che le stelle non contino.
Il punto è un altro.
Il beneficio della posizione si distribuisce su tutta la giornata.
Al mattino influenza l’orario di partenza.
Durante il giorno influenza i trasferimenti.
Nel pomeriggio influenza il tempo libero.
La sera influenza la possibilità di uscire autonomamente.
Il giorno della partenza può influenzare persino la gestione dei bagagli e l’accesso al mezzo.
Per questo il confronto corretto non è:
tre stelle contro quattro stelle.
È:
quale combinazione di comfort, posizione e funzionamento dell’itinerario produce il viaggio migliore?
Cinque domande che valgono più della distanza in chilometri
Prima di scegliere un hotel per un gruppo, la posizione dovrebbe essere letta almeno attraverso cinque domande.
Dove iniziano e finiscono realmente le giornate?
Non basta conoscere il centro della città.
Bisogna guardare musei, ristoranti, punti d’incontro con le guide, escursioni e direttrici di uscita del giorno successivo.
Quanto tempo perdiamo ogni volta che entriamo o usciamo?
Una distanza breve può diventare lunga con traffico e accessi complicati.
Una distanza maggiore può invece essere molto fluida.
Il gruppo può muoversi anche senza autobus?
È una delle differenze più importanti tra un hotel semplicemente funzionale e uno che permette maggiore autonomia.
Il pullman può raggiungere realmente l’hotel?
La mappa pedonale e la mappa operativa di un autobus non sono la stessa cosa.
Che cosa stiamo comprando con la stella in più?
Se la categoria superiore aggiunge qualcosa che il gruppo utilizzerà davvero, può valerne assolutamente la pena.
Se aggiunge soprattutto servizi che resteranno inutilizzati mentre aumenta ogni giorno i trasferimenti, il trade-off cambia.

L’hotel migliore esiste soltanto dentro un itinerario
Questa è forse la cosa più importante.
Un hotel non è “ben posizionato” in assoluto.
È ben posizionato rispetto a un programma.
La stessa struttura può essere eccellente per un viaggio e scomoda per un altro.
Può essere perfetta per chi arriva in treno e poco pratica per un gruppo in autobus.
Può funzionare benissimo per una notte di passaggio e molto meno per tre giorni di visite urbane.
Può essere fuori dal centro ma esattamente sulla direttrice che serve ogni mattina.
Per questo, quando si costruisce un viaggio, l’hotel non dovrebbe essere scelto come elemento separato dall’itinerario.
Fa parte dell’itinerario.
E forse è questo il motivo per cui, qualche volta, rinunciare a una stella non significa rinunciare alla qualità.
Può significare investire quella qualità da un’altra parte:
nel tempo, nel ritmo e nella libertà con cui si vive la città.


